IL PUZZLE

22 novembre 2018


L'uovoDurante l’assenza della moglie, un importante uomo d’affari dovette rimanere in casa per badare ai due scatenatissimi bambini. Aveva un’importante pratica da sbrigare, ma i due piccoli non lo lasciavano in pace un istante.
Cercò così di inventare un gioco che li tenesse occupati per un po’ di tempo. Prese da una rivista una carta geografica che rappresentava il mondo intero, una carta complicatissima per i colori dei vari stati. Con le forbici la tagliò in pezzi minutissimi che diede ai bambini, sfidandoli a ricomporre il disegno del mondo. Pensava che quel puzzle improvvisato li avrebbe tenuti occupati per qualche ora.
Un quarto d’ora dopo, i due bambini arrivarono trionfanti con il puzzle perfettamente ricomposto.
«Ma come avete fatto a finire così in fretta?», chiese il padre meravigliato.
«È stato facile», rispose il più grandicello. «Sul rovescio c’era la figura di un uomo. Noi ci siamo concentrati su questa figura e, dall’altra parte, il mondo si è messo a posto da solo».


Questo, credo, può spiegare il senso di quanto, giorno per giorno, vi viene proposto. Formatori, educatori, insegnanti che continuano a inviare verso di voi messaggi con ogni mezzo: buongiorno, ora di formazione, ritiro, preghiera... Perché? Che cosa ci guadagnano?
Alla base c’è un’unica convinzione: per cambiare il mondo non bisogna guardare lontano; bisogna cominciare da noi stessi. Da ognuno di noi.

Così come diceva il saggio Bayazid:

«Quando ero giovane ero un rivoluzionario e tutte le mie preghiere a Dio erano: “Signore, dammi la forza di cambiare il mondo”. Quando ero ormai vicino alla mezza età e mi resi conto che metà della mia vita era passata senza che avessi cambiato nulla, mutai la mia preghiera in: “Signore, dammi la grazia di cambiare tutti quelli che sono in contatto con me. Solo la mia famiglia e i miei amici, e sarò contento”.
Ora che sono vecchio e i miei giorni sono contati, comincio a capire quanto sono stato sciocco. La mia preghiera ora è: “Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso”. Se avessi pregato così fin dall’inizio non avrei sprecato la mia vita».