CREDERE AL NATALE

20 dicembre 2018


Credere al NataleC'era una volta un uomo che non credeva nel Natale. Era una persona fedele e generosa con la sua famiglia e corretta nel rapporto con gli altri, però non credeva che Dio si fosse fatto uomo come, secondo quanto afferma la Chiesa, è successo a Natale. Era troppo sincero per far vedere una fede che non aveva. "Mi dispiace molto, disse una volta a sua moglie che era una credente molto fervorosa, però non riesco a capire che Dio si sia fatto uomo; non ha senso per me."
Una notte di Natale, sua moglie e i figli andarono in chiesa per la messa di mezzanotte. Lui non volle accompagnarli. "Se venissi con voi mi sentirei un ipocrita. Preferisco restare a casa. Vi starò ad aspettare. "Poco dopo la famiglia uscì mentre iniziò a nevicare. Si avvicinò alla finestra e vide come il vento soffiava sempre più forte. "Se è Natale , pensò, meglio che sia bianco". Tornò alla sua poltrona vicino al fuoco e cominciò a leggere un giornale.
Poco dopo venne interrotto da un rumore seguito da un altro e subito da altri. Pensò che qualcuno stesse tirando delle palle di neve sulla finestra della sala da pranzo. Uscì per andare a vedere e vide alcuni passerotti feriti, buttati sulla neve. La tormenta li aveva colti di sorpresa e, per la disperazione di trovare un rifugio, avevano cercato inutilmente di attraversare i vetri della finestra. "Non posso permettere che queste povere creature muoiano di freddo... però come posso aiutarle?".
Pensò che la stalla, dove si trovava il cavallo dei figli, sarebbe stato un buon rifugio, velocemente si mise la giacca, gli stivali di gomma e camminò sulla neve fino ad arrivare nella stalla, spalancò le porte e accese la luce. Però i passerotti non entrarono. "Forse il cibo li attirerà," pensò.
Tornò a casa per prendere delle briciole di pane e le disseminò sulla neve facendo un piccolo cammino fino alla stalla. Si angustiò nel vedere che gli uccelli ignoravano le briciole e continuavano a muovere le ali disperatamente sulla neve. Cercò di spingerli in stalla camminando intorno a loro e agitando le braccia. Si dispersero nelle diverse parti meno che verso il caldo e illuminato rifugio.
"Mi vedono come un estraneo che fa paura", pensò. "Non mi viene in mente nulla perché possano fidarsi di me... Se solo potessi trasformarmi in passerotto per pochi minuti, forse riuscirei a salvarli".
In quel momento le campane della chiesa cominciarono a suonare. L'uomo restò immobile, in silenzio, ascoltando il suono gioioso che annunciava il Natale. Allora si inginocchiò sulla neve: "Ora si, capisco", sussurrò, "Ora vedo perché hai dovuto fare tutto questo!".


La nostra ragione ci dice che non possiamo essere come Dio. È chiaro. È comprensibile. Ci abbiamo provato e non una sola volta. Continuamente aumenta la consapevolezza del nostro limite: da soli è proprio impossibile, non possiamo farcela.
Ma la nostra ragione ci dice anche che Dio non può farsi come noi? Forse per qualcuno la realtà è proprio questa ma... non è incoerente pensare che Dio, che può tutto, possa decidere di farsi simile a noi. Noi siamo limitati, Dio è l'infinito, il "senza limiti".
E perché l'avrebbe fatto? È tutto scritto in un libro meraviglioso che si chiama Vangelo, buona notizia.
La buona notizia è questa: Dio ci ama! Uno per uno. E la forza dell'amore è travolgente; è un'energia che le parole umane, anche quelle più belle, non riescono ad esprimere in tutta la sua grandezza.
Chiedete ad un uomo innamorato, chiedete ad una donna innamorata, di descrivervi il suo amore. Vi risponderà: "non ci sono parole... non trovo parole adatte!".
Se è difficile raccontare dell'amore umano, immaginiamo cosa possiamo dire dell'amore di Dio!
Solo un amore immenso poteva spingerlo a tanto. Solo un amore infinito, incontenibile, poteva portarlo a farsi come noi, a camminare accanto a noi, per mostrarci che c'è una strada percorribile, che si può essere felici, perché per questo siamo stati creati, e che spetta a noi deciderci per la felicità. Perché siamo liberi.
Due grandi doni ci sono stati fatti, la vita e la libertà di scegliere. Siamo stati in grado di barattarli con doni più scadenti. E basta poco per rovinare una storia d'amore, anche quella con Dio.
Perché lui non forzerà mai la mano, tanto ci ama.
"Dio può tutto", diceva Gregorio di Nazianzo, un padre della Chiesa, "fuorché costringermi ad amarlo".
Perché l'amore vero è libero. Perché Dio è l'amore vero.
Lasciatevi amare da Dio, ragazzi miei. Non glielo impedite. Lasciatevi amare e sarete felici.
A Natale, probabilmente, riceverete dei regali. Vi auguro di averne tanti e che corrispondano ai vostri desideri, perché no!
Ma non dimenticate in un angolo sperduto del cuore i due doni più grandi, quelli insostituibili, ineguagliabili, inestimabili: la vita e la libertà. Non metteteli a rischio, perché sono tanti, e non lo sappiamo, che vogliono diventare padroni della nostra vita, padroni della nostra libertà. Non barattate questi doni, custoditeli.
Non tradite questa straordinaria storia d'amore, che ancora conosciamo molto poco.
Rileggete qualche pagina del Vangelo, ma con attenzione e soprattutto con il cuore. È la lettera della persona che vi ama più di ogni altra cosa, tanto da permettere all'eternità di sposare il tempo, all'infinito di abbracciare il finito.
È la lettera d'amore più bella che sia mai stata scritta.
Perché l'amore stesso ne ha dettato le parole.
Buon Natale.