LA MORTE DELLA PARROCCHIA

24 gennaio 2019


La morte della parrocchiaSui muri e sul giornale della città comparve uno strano annuncio funebre:
“Con profondo dolore annunciamo
la morte della parrocchia di santa Eufrosia.
I funerali avranno luogo domenica alle ore 11.”
La domenica, naturalmente, la parrocchia di santa Eufrosia era affollata come non mai.
Non c’era più un solo posto libero, neanche in piedi.
Davanti all’altare c’era il catafalco con una bara di legno scuro.
Il parroco pronunziò un semplice discorso: “Non credo che la nostra parrocchia possa rianimarsi e risorgere, ma dal momento che siamo tutti qui voglio fare un estremo tentativo.
Vorrei che passaste tutti quanti davanti alla bara, a dare un'ultima occhiata alla defunta.
Sfilerete in fila indiana, uno alla volta e dopo aver guardato il cadavere uscirete dalla porta della sacrestia. Dopo, chi vorrà potrà rientrare dal portone, per la messa”.
Il parroco aprì la cassa. Tutti si chiedevano: “Chi ci sarà mai dentro? Chi è veramente il morto?”. Cominciarono a sfilare lentamente. Ognuno si affacciava alla bara e guardava dentro, poi usciva dalla chiesa. Uscivano silenziosi, un po’ confusi.
Perché tutti coloro che volevano vedere il cadavere della parrocchia di santa Eufrosia e guardavano nella bara, vedevano, in uno specchio appoggiato sul fondo della cassa, il proprio volto.

La Chiesa, la vera Chiesa, siamo noi.
No, non è un motto propagandistico! È la pura realtà!
È la Chiesa che Gesù ha sognato e i sogni di Dio sono realtà.
Troviamo scritto nella prima lettera di Pietro: “Anche voi, come pietre vive, formate il tempio dello Spirito Santo, siete sacerdoti consacrati a Dio e offrite sacrifici spirituali che Dio accoglie volentieri, per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pietro 2,5).
Se c’è polvere nelle nostre chiese, c’è polvere nelle nostre anime.