testata

Due donne straordinarie

di Lucrezia Rugnone, II D, SSIG

Storie di donne e del loro coraggio. Il 12 dicembre noi, alunni delle seconde medie, abbiamo visto uno spettacolo proposto al cine-teatro "Lux". Protagoniste due donne che si sono distinte, in tempi e luoghi diversi, diventando un simbolo di tenacia e di affermazione dei diritti femminili.
La prima è una donna, che purtroppo ancor oggi è poco conosciuta, Mileva Maríc, moglie di Albert Einstein, laureatasi in fisica, studentessa al Politecnico di Zurigo. L’attrice che interpretava Mileva ne ha raccontato la storia prima di diventare la moglie del grande scienziato. Lei era molto curiosa e intuitiva, sempre pronta ad apprendere. Grazie alla sua determinazione, riuscì a farsi ammettere all’Università. Era felice e orgogliosa, anche se la sua classe era composta di soli maschi. Lei non si scoraggiava e continuava la carriera di studio, raggiungendo tutti i suoi obiettivi.
Mileva conobbe Albert all’università. Si sposarono molti anni dopo e lui, in seguito, grazie anche all’aiuto della moglie, divenne uno scienziato di fama mondiale. Viaggiava per il mondo, partecipando a congressi ed eventi scientifici. Mileva, al contrario, restava a casa per prendersi cura dei tre figli. Purtroppo non tutte le storie hanno un lieto fine e, a un certo punto, Albert e Mileva, ormai troppo lontani, decisero di divorziare. Albert si sposò con una cugina di primo grado; Mileva morì nel 1948, sola e in povertà.
La seconda donna protagonista dello spettacolo è Rosa Parks, attivista afroamericana, che nel 1955 rifiutò di cedere il posto a un uomo bianco sull’autobus. Questo gesto di ribellione le costò 381 giorni di carcere. Nei mesi trascorsi dietro le sbarre, Rosa ideò il boicottaggio dei bus a Montgomery, in Alabama, negli Stati Uniti. E il piano funzionò, per sensibilizzare la gente e rivendicare i diritti delle persone di colore.
Rosa diventò un’attivista a tempo pieno e si sposò. Lei raccontò, in varie interviste, un episodio familiare che la fece riflettere molto. In quel periodo riceveva lettere anonime in cui la insultavano per la sua carnagione e i suoi capelli ricci. Lei era triste e scoraggiata, ma, per sua fortuna, la nipote la confortò e le consigliò di pensare alle lettere positive, mettendo da parte quelle cattive.
Dopo alcuni giorni, la nipote andò di nuovo a trovarla, con la scusa di dover comprare degli articoli per la festa di compleanno. Lei l’accompagnò e, al ritorno, la ragazza fece un gesto straordinario. Riprese quelle lettere cattive, le strappò e le trasformò in coriandoli, dimostrando, con un gesto banale, che da una cosa brutta può nascerne una buona e utile.
Lo spettacolo si è concluso con questa fine molto significativa. In seguito le attrici hanno risposto alle domande rivolte dalla platea. E noi siamo rimasti tutti molto soddisfatti.