CON DUE ACCORDI E DUE PAROLE...

15 novembre 2019


Con due accordi e due parole...Caro diario,

quante cose si possono dire con due accordi e due parole.
Ma gli accordi bisogna costruirli e le parole bisogna trovarle. E non è sempre facile.
Ricordo l’estate tra la prima e la seconda media quando dissi: “voglio imparare a suonare la chitarra!”.
Prima di iniziare a mettere le mani sulle corde tutto sembra semplice. Ti vedi già a calcare il palcoscenico come gli idoli del momento: Jimi Hendrix, Carlos Santana, Eric Clapton, Bruce Springsteen...
C'era anche qualche "modello casalingo", pensa un po'... un chitarrista che aveva attirato la mia attenzione e che ora mi ritrovo come collega nella mia scuola. Ma non posso rivelarti il nome. È un segreto. Non insistere, tanto lo so che lo faresti sapere in giro.

Poi prendi in mano la chitarra e tutto cambia.
Non c'è YouTube con i suoi tutorial, i maestri richiedono tempo, (e soprattutto denaro), i libri con le istruzioni fai da te sono pochi e soprattutto poco chiari. Ma poi arriva lui e le speranze si riaccendono: "Chitarristi in 24 ore". Chi non ne avuto una copia?
La descrizione è tutto un programma: "Sistema rapido a numeri per imparare a suonare la chitarra senza maestro (e vai... fuori uno!), e senza conoscere la musica" (è fatta!).
Chissà se davvero c’è stato qualcuno che in ventiquattr’ore è diventato un chitarrista!
Ma cominciamo!

Seguiamo le istruzioni e impariamo il giro di Do. Tutti cominciano con il giro di Do.
Primo dito (indice), sulla seconda corta (si parte dal basso), sul primo tasto... è dura... e poi il secondo dito (medio) sulla quarta corda al secondo tasto... e infine il terzo dito (anulare) sulla quinta corda... al terzo tasto... (ma quanto deve estendersi la mano? Ce la farò?)
Il Do maggiore sembra suonare discretamente, gracchia un po’ ma come inizio può andare...
Passiamo al La minore... non sembra difficile, devo solo spostare il terzo dito e metterlo al secondo tasto sotto il medio.
Poi c’è il Fa maggiore. Me l’avevano detto che il barré era difficile. Non immaginavo tanto. Ammazza quanta forza è necessaria. Che male al pollice!!! Perché il desiderio di fare il chitarrista sta diminuendo, scemando, scomparendo?
Non demordere, non mollare, devi arrivare alla fine del giro... dopo il Fa il Sol maggiore sarà una passeggiata... eccolo: il medio sulla quinta corda al secondo tasto, l’anulare sulla sesta corda al terzo tasto e... si vabbè! Il mignolo sempre sul terzo tasto ma sulla prima corda. Qui ci vuole l’abilità manuale di un prestigiatore...
Però, a poco a poco, i suoni cominciano a migliorare. Potrebbe andare... sì, potrebbe andare.

Se poi, quando possiedi un piccolo giro di accordi, trovi anche qualcuno che sa dare voce ai sentimenti, che sa trascriverli su carta sotto forma di parole semplici e di assonanze poetiche, allora avviene la magia.
Potrebbe nascere qualcosa di bello, di interessante, che arriva al cuore.
Come questo:


Hai da sempre compreso
la mia fantasia
l’hai accesa, poi spenta
poi sei andata via
sei tornata più forte
con un sasso nel cuore
hai preso il mio giorno
lo hai reso migliore
e ora scrivo qui in fretta
per dirtelo ancora
che sei forte e fragile senza paura
tu resta la stessa
la stessa di sempre.

Sei la cosa più bella che indosso
sei risorsa, sei il cielo e sei il mondo
sei la strada che porta alla vita
donna instabile, sei la mia sfida
sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce
sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce.

Hai da sempre compreso
la mia nostalgia
dei giorni ormai persi ed ormai andati via
questo tempo trascorso non è mai abbastanza
te che dei miei occhi ne sei la sostanza
comunque poi adesso
che ti ho davanti
prometto di restarti accanto per sempre, per sempre, per sempre!

Sei la cosa più bella che indosso
sei risorsa, sei il cielo e sei il mondo
sei la strada che porta alla vita
donna instabile, sei la mia sfida
sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce
sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce

sei l’immenso di un attimo andato
del mio sogno la parte migliore
sei quel vento che soffia da sempre
ma che riesce a non farmi cadere
sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce
sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce.

Sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce
sei la piccola stella che porto
nei momenti in cui non ho luce.

(Piccola stella, Ultimo, 2019)


Proprio così, caro diario, quante cose si possono dire con due accordi e due parole.
Ma gli accordi bisogna costruirli e le parole bisogna trovarle. E non è sempre facile.