LA SCELTA

11 aprile 2019


La sceltaUn uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito.
«Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile!».
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di acqua limpida da bere che aveva sul tavolo, dicendo: «Queste sono le tue sofferenze». Tutta l’acqua del bicchiere si intorbidì e si insudiciò. Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un’altra manciata di cenere identica alla precedente, la fece vedere all’uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo ed il mare rimase esattamente come era prima.
«Vedi?», spiegò il maestro, «Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d’acqua o il mare».


Ogni giorno possiamo decidere… chi vogliamo essere.
Un cuore troppo piccolo, un’anima esitante, una mente ristretta sarà causa di una vita insignificante, fatta di sofferenza. Le difficoltà della vita possono piegarci facilmente se non abbiamo il coraggio di guardare oltre. Se don Bosco si fosse tirato indietro davanti alle prime difficoltà, se si fosse scoraggiato davanti alla sconfortante complessità della condizione giovanile della Torino del suo tempo, se avesse detto «E’ troppo, non ce la faccio più!» cosa sarebbe rimasto della sua opera?
Da dove ha appreso questa fiducia? Dalla fede semplice di sua madre, mamma Margherita.
Questa donna aveva cresciuto tra enormi difficoltà i suoi figli e quando ormai, alla soglia dei sessanta anni, don Bosco le chiede di aiutarlo ad accudire i “suoi figli” a Valdocco, gli orfani che aveva ospitato, non si tira indietro.
È lì, con il suo Giovanni, a rammendare i calzini e curare l’orticello per sfamare quei poveri ragazzi che, incontrollabili, distruggono il frutto delle sue fatiche.
Una sera non resiste più: «Giovanni, non cela faccio più, sono vecchia, lasciami andare a casa».
Don Bosco non risponde ma con un cenno degli occhi indica il crocifisso appeso alla parete.
Mamma Margherita capisce e, abbassando gli occhi, torna a rammendare i calzini.
Il coraggio non è stupida spavalderia, non è temerarietà incosciente.
Il coraggio è ciò che di fronte ad un problema ci fa dire tranquillamente: «Da qualche parte c’è una soluzione ed io la troverò».