Tutto comincia in un pomeriggio tranquillo e rilassato, di quelli che solo l’estate riesce a donarti!

Passo davanti alla mia libreria e sento una strana attrazione: un libro non troppo voluminoso, dalla sgargiante copertina verde sembra farmi l’occhiolino. Mi incuriosisce.

Mi avvicino e sul dorso del libro leggo il titolo, come tracciato a mano: “Il giornalino di Gianburrasca”.

Ne conservo un ricordo vago. Avevo letto qualcosa da ragazzo e avevo visto alcuni episodi di una vecchia serie televisiva... mi va. Lo leggo.

A parte le esilaranti avventure (o disavventure!) del piccolo protagonista, che rendono la lettura leggera e piacevole, mi colpisce un certo senso di nostalgia. Anch’io possedevo un diario da ragazzo. Anch’io raccontavo a delle pagine bianche le mie giornate, i miei pensieri, i miei sentimenti, i miei segreti.

Che fine ha fatto quell'abitudine?

Sparita! Assorbito dai mille impegni quotidiani, ho abbandonato un amico dell’anima che tanto mi ha dato negli anni più importanti della mia crescita.

Mi chiedo se non sia il caso di riprendere quella buona e sana abitudine, di tornare a riflettere sul tempo vissuto, sulla mia vita.

E forse... si potrebbe fare di più, come regalare qualche pagina ai miei ragazzi. Magari durante il buongiorno.

Perché no?

Bentornato vecchio amico mio. Bentornato, caro diario.